Uno degli argomenti più interessanti è la comprensione della compulsiva ricerca di acquistare un altro orologio di lusso non appena si è concluso l’acquisto un orologio. In effetti, in un mondo ( di collezionisti) in cui sembra che tutti debbano acquistare un Rolex, un Patek Philippe o un Audemars Piguet ( per limitarci ai big three), qualcuno evoca dei meccanismi neurofisiopatologici che possono giustificare queste pulsioni. Lex Stolk di Fratellowatches.com ha recentemente ( 10 gennaio 2022) approfondito questi meccanismi in un articolo piacevole , a basso profilo scientifico che porta un contributo , non indispensabile , alla comprensione dei meccanismi che sottendono all’acquisto di orologi di lusso. La base anatomica è il sistema limbico, formato da una serie di strutture cerebrali , collegate da circuiti neuronali, deputate alla conservazione della specie. Si tratta quindi di una funzione cerebrale, funzione che ci tiene vivi, occupandosi di quelle che gli anglosassoni chiamano le six Fs:”fight, flight, feeding, fear, freezing up,and fornication”.

Questa funzione ( chiamata anche Lizard brain, il cervello rettile) è anche di supporto nella genesi dei ricordi, ospitando i processi motivazionali e quelli delle emozioni: il possesso di un lussuoso orologio da polso fa appunto parte della categoria delle emozioni. Senza dubbio il possesso di un orologio di lusso può arricchire la vita della persona per svariati motivi, che comprendono, per esempio, il raggiungimento di uno status symbol, la speranza di un investimento duraturo e possibilmente fruttifero, l’idea di appartenere ad una cerchia di persone che capiscono e valorizzano le complicazioni contenute nell’orologio acquistato. Tuttavia quando si parla di orologi di lusso emozioni basiche quali desiderio, invidia e insicurezza entrano in gioco; la loro importanza per l’individuo è proporzionale alla capacità di controllarle. In questa dinamica sono coinvolti i neuroni specchio, presenti nei primati ( prima scoperta nel macaco) e negli uomini: si tratta di una classe di neuroni che, in pratica , spingono una persona a ripetere involontariamente un’azione finalizzata compiuta dalla persona che ha di fronte. Un esempio classico del mimetismo è quello di incrociare le braccia o mettere le mani in tasca mentre si parla con una persona che ha le braccia incrociate o le mani in tasca. Sebbene , come si può immaginare, la comprensione del ruolo dei neuroni specchio abbia ruoli ben più nobili, quali i meccanismi di evoluzione della specie umana, Stolk ipotizza che i suddetti neuroni si attivino durante la consultazioni di siti più o meno divulgativi di orologi. I neuroni specchio non solo ci portano a imitare il comportamento degli altri ( in questo caso dei possessori degli orologi di lusso ) , ma anche a fare nostro il processo di eccitazione che sta alla base della ricerca di un orologio. 

L’autore porta l’esempio della caccia , per prezzo folle, ad un Rolex “ Tiffany” Oyster, che di fatto non esiste, in quanto la definizione “Tiffany” non è reale, ma deriva solo dall'associazione al colore del quadrante. Oltre al meccanismo suggestivo dei neuroni specchio ( nati dalla ricerca italiana dell’Università di Parma ), l’Autore cita anche Jim Rohn, uno speaker motivazionale statunitense poco noto in Italia, che suggeriva “ tu sei la media delle cinque persone con le quali tu trascorri la maggior parte del tempo”, persone che conoscono i tuoi gusti e contribuiscono a modellarli. Questa “ peer pressure”, riporta Stolk, non solo ti porta a bere una birra in più quando sei al barbecue del vicino, ma in qualche modo incide sulle tue scelte nel campo degli orologi di lusso. Rimanendo nel campo degli orologi di lusso il mix neuroni specchio e “peer pressure” può essere un’interessante chiave di lettura per decodificare i comportamenti durante le aste nelle quali vengono battuti orologi a prezzi inimmaginabili per gli umani. Tuttavia è probabile che i medesimi meccanismi muovano i collezionisti all’acquisto di orologi il cui costo è frutto della sommatoria delle note dinamiche di mercato “ scarsa produzione-scarsa distribuzione-aumento annuale dei prezzi di listino-cessazione della produzione” associate alla personale ricerca del Santo Graal, tipico di ogni collezionista.